Affittare la tua casa

La tassa sul tuo affitto: cedolare secca o IRPEF

Quanto paga in un anno un affitto lungo con ciascun regime, uno accanto all’altro, secondo le regole nazionali. La scelta è tua; le cifre sono qui.

In euro, come nel contratto.

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Stipendio, pensione e il resto, senza questo affitto. Decide l’aliquota IRPEF a cui si tassa l’affitto.

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Insieme, in percentuale. Dipendono da dove vivi; le trovi nella tua ultima dichiarazione.

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Inserisci un canone per vedere le cifre.

È un calcolo sulle regole nazionali, non una consulenza. Un commercialista o un CAF confermano il tuo caso prima della scelta.

D.Lgs. 23/2011 art. 3; DPR 917/1986 (TUIR) art. 11, art. 37 c. 4-bis; L. 431/1998 art. 8; L. 392/1978 art. 8; L. 199/2025.

Due modi di tassare lo stesso affitto

Con la cedolare secca paghi il 21% dell’intero canone, o il 10% con un canone concordato in un comune ad alta tensione abitativa, e niente imposta di registro né bollo. Con l’IRPEF il 95% del canone si somma ai tuoi altri redditi e si tassa alla tua aliquota: 23% fino a €28.000, 33% fino a €50.000, 43% oltre, nel 2026.

Con €1.000 al mese e €35.000 di altri redditi, la cedolare è €2.520 l’anno. Con l’IRPEF, €11.400 di reddito al 33% fanno €3.762, più €120 di imposta di registro: €3.882, prima delle addizionali, che dipendono da dove vivi.

Domande frequenti

Conviene la cedolare secca?
Dipende dalla tua aliquota IRPEF e dal contratto: il calcolatore mette le due cifre una accanto all’altra. Con la cedolare rinunci ad aggiornare il canone all’ISTAT finché dura.
Quando la cedolare è al 10%?
Con un canone concordato in un comune ad alta tensione abitativa, un capoluogo o una città metropolitana. Negli altri casi è al 21%.
Con la cedolare si paga l’imposta di registro?
No: la cedolare sostituisce l’imposta di registro e il bollo sul contratto, per te e per l’inquilino.
Con l’IRPEF quanto reddito si dichiara?
Il 95% del canone; con un canone concordato in un comune ad alta tensione abitativa, il 70% di quel 95% (L. 431/1998 art. 8).